PARIS FASHION WEEK

 

Ogni sfilata è un messaggio accompagnato da bellissimi vestiti

Si è concluso martedì 6 marzo il Fashion Month che ci ha raccontato come vestiremo il prossimo autunno.

Qui da Primpy siamo stati molto attenti alle tendenze che sono state presentate e non siamo mai venuti meno al tacito accordo che abbiamo con i nostri lettori. Perciò vi racconteremo cosa è successo e perché questa Paris fashion Week, nonostante sia passata un po’ in sordina, è stata grandiosa.

Sarà che Parigi è la città più bella del mondo, sarà che l’ologramma di Karl Lagerfeld viene a farci visita come lo Spirito del Natale Passato, ma la settimana della moda di Parigi ci lascia sempre a bocca aperta.

Il che è tutto dire: dopo il boato dirompente che hanno emesso le sfilate di Milano, non è stata certo una passeggiata superare o almeno pareggiare il successo.

Eppure, la grande favola è stata raccontata.

Designer come Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli, Demna Gvasalia hanno dipinto il sentiero che gli editor, gli influencer, le celebrity hanno percorso negli ultimi otto giorni.

QUANDO È NO, È NO!

Lo slogan della maison che la Chiuri ha buttato sui pull over, è intriso di femminismo.

C’est non, non, non et non! (Quando è no, è no!) ci scaraventa immediatamente nel presente, nel mondo del cinema, della televisione, della moda, in cui le donne vengono molestate e non trovano il coraggio di denunciare. Almeno fino ad oggi. La sfilata di Dior racconta una donna capace di ribellarsi e di dire a gran voce che non ci sta! . A questo è anche dovuto il caleidoscopico set allestito per l’evento: un soffitto a specchio riflette le centinaia di poster e manifesti che tappezzano la passerella, riportandoci inevitabilmente agli anni Settanta. L’ispirazione infatti è proprio una fotografia scattata nel 1968 che ritrae un gruppo di giovani donne che protestano davanti alla boutique di Dior per chiedere un abbigliamento più consono ai tempi.

Brava Chiuri!

I LOVE GRAFFITI

Pollici in su anche per la mastodontica interpretazione che Balenciaga ha fatto della comunicazione visiva. E quando su Primpy trovate scritto mastodontica, non è per caso.

Demna Gvasalia ha letteralmente rivestito una montagna di mille graffiti colorati. Slogan, fumetti, bandiere, simboli coloratissimi hanno reso la sfilata una vera e propria istallazione artistica.

Anche questa volta l’identità ambivalente del brand rimane, poiché all’alta competenza sartoriale, il creative director georgiano accosta l’attenzione degli under 30 rendendo Balenciaga un vero e proprio status symbol. Col lo slogan Power of Dream, Balenciaga si avvicina al tema sociale, dichiarando che sosterrà almeno fino al 2030 l’associazione World Food Programme, destinando alcuni look delle sfilate future per combattere la fame nel mondo.

 

IL BOSCO INCANTATO

Atmosfera da favola quella respirata alla sfilata di Hermes: una serra costruita per l’occasione nel giardino del lycée Victor Duruye, è la passerella dove cinquantaquattro modelle hanno sfilato attraversando un bosco incantato al crepuscolo, tra luci rosse, alberi maestosi, cinguettii e accordi di Debussy.

L’ispirazione di collezione è da indirizzare all’America del West e la si nota nello stile da cavallerizza, in pelle nera, con pietre preziose e i drappi di lana delle tribù Navajo.

Tutt’altro tipo di bosco quello realizzato dentro al Grand Palais per la sfilata di Chanel. Un’autentica foresta di betulle con tanto di foglie secche per terra.

Una collezione ricca di lusso per gli iconici elementi della maison di Madame Coco, come il tweed, le perle, i guanti, le catene e, per il prossimo autunno, il lurex, inserito in cappotti e accessori. Non manca certamente anche lo streetwear, mirato a colpire la fascia di millenials che fantastica di possedere almeno un pezzo di questa eccezionale, sartoriale, retrò e freschissima collezione disegnata dal grande Karl. Inoltre si è deciso che il Grand Palais, visto l’ampio uso che Chanel ne fa, verrà restaurato grazie ai 25 milioni di euro che la maison ha stanziato appositamente.

Il Fashion Month è finito lo scorso 6 marzo, e per questa prima parte dell’anno è tutto.

Primpy sotterra le asce e si ritira per decifrare le tendenze che queste quattro Fashion Week ci hanno raccontato.

Prossimo appuntamento: giugno 2018.